Normativa scarpe antinfortunistiche: cosa c’è da sapere.

20 marzo 2025
Normativa scarpe antinfortunistiche: cosa c’è da sapere.
Normativa scarpe antinfortunistiche: cosa c’è da sapere.

 

Le calzature antinfortunistiche sono un elemento essenziale per la sicurezza sul lavoro, soprattutto in settori come l’edilizia, la logistica, l’industria manifatturiera e l’agricoltura. Scegliere il giusto paio di scarpe protettive può fare la differenza tra un ambiente di lavoro sicuro ed il rischio di infortuni. Vediamo insieme normative ed aspetti da conoscere sulle scarpe antinfortunistiche.

 

La normative e le classificazioni.

Le calzature di sicurezza rappresentano un importante DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) ed il loro utilizzo è previsto per molte categorie di lavoratori, secondo le modalità descritte nel Decreto legislativo 81/2008, ovvero il Testo Unico in Materia di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro.

Per assicurare la protezione in qualsiasi condizione e luogo di lavoro, le calzature antinfortunistiche devono rispondere a requisiti minimi di sicurezza comuni a tutte le tipologie di scarpe. Inoltre, a seconda dei modelli e dell’utenza a cui sono rivolti, le calzature possono presentare caratteristiche opzionali ben precise, ad esempio l'anti-foratura e l'impermeabilità.

Le normative europee che regolamentano le calzature di sicurezza sono le seguenti (aggiornate nel 2022):

  • EN ISO 20345, per le scarpe con puntale resistenti ad urti fino a 200 J e schiacciamenti fino a 15 kN, contraddistinte dalla sigla “S”;
  • EN ISO 20346, per le scarpe con puntale resistenti ad urti fino a 100 J e schiacciamenti fino a 10 kN, contraddistinte dalla sigla “P ;
  • EN ISO 20347, per le scarpe senza puntale, contraddistinte dalla sigla “O” .

La calzatura corretta per un luogo di lavoro specifico viene definita dal Responsabile della sicurezza in base a un'analisi dei rischi effettuata sul posto di lavoro. Solitamente si individuano calzature appartenenti alla categoria "S", quindi a norma EN ISO 20345. Le calzature appartenenti a questa categoria sono a loro volta classificate in diverse sottocategorie, a seconda del grado di protezione e delle loro caratteristiche specifiche:

  • SB: scarpe con protezione base, con puntale e suola antiscivolo; il tallone può essere sia aperto che chiuso;
  • S1: scarpe con puntale e suola antiscivolo, antistatiche e con tallone chiuso che ha capacità di assorbire energia;
  • S2: scarpe con le caratteristiche della calzatura S1, resistenti all'assorbimento e alla penetrazione di acqua nel tomaio;
  • S3: scarpe con le caratteristiche della calzatura S2, con lamina antiperforazione e suola con rilievi;
  • S4: scarpe in gomma o altri materiali polimerici antistatiche con zona del tallone chiusa che ha capacità di assorbire energia;
  • S5: scarpe con caratteristiche delle S4, con suola con rilievi e lamina antiperforazione;
  • S6: scarpe S2 con caratteristica aggiuntiva WR (resistenza alla penetrazione d'acqua);
  • S7: scarpe S3 con caratteristica aggiuntiva WR (resistenza alla penetrazione d'acqua).

Oltre ai requisiti minimi, ogni classe di calzature può avere delle caratteristiche di sicurezza supplementari, codificate con ulteriori numeri o lettere di identificazione. Ad esempio, nella calzatura di sicurezza S1-P, la sigla indica che si tratta di scarpe di sicurezza:

  • con i requisiti minimi, ovvero dotate di puntale 200 Joule e tomaia in pelle, crosta o tessuto sintetico e tallone chiuso (SB);
  • antistatiche, con suola antiscivolo resistente a idrocarburi, dotate di proprietà di assorbimento di energia nella zona del tallone (S1);
  • dotate di lamina antiperforazione come protezione supplementare (P).

Tra le caratteristiche di sicurezza supplementari più comuni, troviamo quelle rappresentate dalle sigle ESD, SRC e HRO: tre certificazioni che forniscono importanti informazioni sulle proprietà della calzatura.

ESD (Electro Static Discharge): indica che la calzatura è progettata per dissipare le cariche elettrostatiche, riducendo il rischio di scariche elettriche che potrebbero danneggiare dispositivi elettronici sensibili o causare incendi in ambienti con materiali infiammabili. Questo tipo di calzatura non protegge dalle scariche elettriche ad alta tensione, quindi non deve essere utilizzata come isolante elettrico.

SRC (Slip Resistant Classification): indica che la calzatura ha superato test avanzati di resistenza allo scivolamento.

HRO (Heat Resistant Outsole): indica che la suola della scarpa è resistente al calore fino a 300°C per almeno 60 secondi. Questo la rende ideale per ambienti in cui si lavora a contatto con superfici calde.

 

Materiali e comfort.

Scarpe antinfortunistiche, stivali e sandali da lavoro devono garantire sicurezza, ma anche comfort per chi le indossa per molte ore al giorno. I materiali comunemente utilizzati per la loro realizzazione variano a seconda dal componente analizzato:

  • Puntale di protezione: può essere in acciaio, alluminio o materiali compositi (più leggeri ma altrettanto resistenti);
  • Lamina antiforo: realizzata in acciaio o in tessuti tecnici per maggiore flessibilità;
  • Tomaia: pelle, microfibra o materiali tecnici resistenti agli agenti chimici e atmosferici;
  • Suola: in poliuretano o gomma per garantire aderenza su diverse superfici.



Normativa scarpe antinfortunistiche: cosa c’è da sapere.

 

L’importanza di utilizzare calzature antinfortunistiche.

Le calzature antinfortunistiche devono essere indossate ogni volta che si lavora in ambienti con rischi meccanici, chimici o elettrici. Queste, infatti, proteggono l’operatore in svariate situazioni, come la caduta di oggetti pesanti (grazie al puntale rinforzato); scivolamenti e cadute (grazie alla suola antiscivolo); perforazioni accidentali (grazie alla lamina antiforo); scariche elettrostatiche (modelli ESD), sostanze chimiche e liquidi (modelli WR e S2/S3).

Prima di acquistare un paio di scarpe antinfortunistiche, è fondamentale considerare i seguenti aspetti:

  • l’ambiente di lavoro: scegli una protezione adeguata ai rischi specifici;
  • il comfort e leggerezza: evita affaticamento con materiali leggeri e traspiranti;
  • le certificazioni: assicurati che rispettino la normativa vigente.

Le calzature antinfortunistiche sono quindi un investimento importante per la sicurezza sul lavoro. Scegliere il modello giusto può prevenire incidenti e migliorare il benessere dei lavoratori. Affidati solo a prodotti di qualità, scopri la nostra gamma di prodotti e non esitare a contattarci per ulteriori consigli!